16 Dicembre 2011
Mammografia: un’arma in più per sconfiggere il tumore al seno
Si chiama Five ed è il primo film che vede la bella attrice americana Jennifer Aniston vestire i panni da regista. Il tema del film è delicato e particolarmente importante.
Si parla di cancro al seno e di prevenzione e l’attrice ha spiegato ai media americani di aver deciso di trattare questo argomento perché molte sue amiche, da Sheryl Crow a Melissa Etheridge, hanno vissuto la terribile esperienza del tumore alla mammella.
“Ho 42 anni e mi controllo ogni anno sottoponendomi a una mammografia”, ha dichiarato la Aniston, enfatizzando l’importanza, per tutte le donne, di programmare regolarmente una mammografia.
L’invito dell’attrice americana a sottoporsi agli screening fa eco ai risultati, recentissimi, di uno studio pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention, la rivista ufficiale dell’American Association for Cancer Research. La ricerca ha preso in esame 755 pazienti che erano decedute, nel periodo 1995-2003, per un cancro alla mammella e 3739 donne di controllo. I ricercatori hanno concluso che sottoporsi a una mammografia dimezzerebbe il rischio di morire per un tumore al seno.
Tuttavia la mammografia è spesso oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Farla ogni anno aumenterebbe i falsi positivi e le sovradiagnosi, mentre farla ogni due anni ridurrebbe la sua efficacia come strumento diagnostico.
Recentemente l’autorevole rivista The Lancet ha pubblicato un documento, firmato da 41 scienziati, nel quale si ribadisce che “studi prospettici randomizzati hanno dimostrato che lo screening mammografico riduce la mortalità per cancro al seno” e si invita a migliorare la qualità dei servizi di screening proposti alle donne piuttosto che pensare di mettere in discussione la mammografia. In Italia la mammografia è consigliata con cadenza biennale a tutte le donne tra i 50 e i 69 anni. PagineMediche
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